La strega

Gli anni si erano fatti duri e fuorvianti. Ogni intenzione e desiderio avevano preso la piega dei rimpianti, ogni scalino era diventato l’immensità di una paura, ogni giorno si era abituato a resistere all’indolenza;avevo un viso di bambola che in troppi hanno truccato da strega, e quando sono rimasta sola in pochi sono rimasti. La cosa bella é che se dovessi dire che sia orrendo, non potrei, sono diventata grande macinando ostacoli, sgranando rosai e ti prego, accarezzandomi la testa addolorata con la scusa di pettinarmi i capelli. Ho pure pensato alla morte, ma mi é sembrato banale dire fine invece che andiamo. Allora andiamo, vengo dove vuoi tu, tra una preghiera ed una ferocia, mi strucco il viso, non sono una strega, ho solo sofferto.

WormHole

Dicono che le linee della bellezza siano curve, e rotonde, le grazie, come lo sono le pance lievitate delle madri, i seni circolari delle orbite celesti, e gli occhi delle donne, che piroettano intorno al nostro destino. Credo che la natura delle donne sia questa, nel ricorsivo allaccio di un abbraccio, una forma di circolare ritorno a casa. Con lei, riuscivo a tornare a casa ogni volta, anche se mi ero perso già molte volte. Ne ero innamorato, lei la professoressa Eugenia Monti, titolare della Cattedra di Fisica; come tutti gli amanti acerbi, ero empatico, spirituale e appassionato. Per me la sua bellezza non era roba sua, era roba mia.

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