Borís Pasternàk (1890-1960) a cura di Valeria Francese

Boris Leonidovic Pasternak fu poeta e narratore russo. Nacque a Mosca il 10 febbraio 1890 in una famiglia di origine ebrea, in un clima culturale assai vivace. Si appassionò dapprima agli studi di musica e di filologia, poi intraprese la laurea in Filosofia, inserendosi nel circolo neokantiano della Scuola di Marburgo.
La  sua produzione poetica si innestò ben presto sull’impianto filosofico. Risale al 1914 la prima raccolta di poesie dal titolo “il Gemello delle nuvole” sintomo della ricerca del puro verso,

non inquinato dalla contingenza lessicale . Personalità letteraria quieta, la sua, fu lontana dalle aggressioni del verbo sperimentalista di quegli anni, del simbolismo e del futurismo. Ma fu nel ventennio che la produzione artistica di Pasternak si connotò di una voce storica mai piu elusa. Nei poemi “L’anno 1905” e “Il Luogotenente Schimdt”, emerge la ricostruzione della rivoluzione contro lo zarismo, in quadri storici non improntati ad un prevedibile materialismo.
Dopo un primo matrimonio fallito, si risposò nel 1934 e si trasferì a Peredelkino. Subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, cominciò  stesura del suo primo ed unico romanzo, “Il dottor Zivago”, libro autobiografico che metteva in luce lo sfondo amaro della Rivoluzione d’Ottobre, fatto di voci collettivizzate ed alienate.
Il regime comunista non ne permise la pubblicazione e costrinse  Pasternak a persecuzioni intellettuali  e confische di proprietà fino all’ isolamento ed alla povertà. Nonostante questo, il libro venne tradotto e pubblicato nel 1957 dalla Feltrinelli ed otterrà l’anno successivo il Premio Nobel, grazie all’ azione dei servizi segreti occidentali.
Il regime intimò l’espulsione dalla Russia se il romanziere avesse accettato il Premio. Lo scrittore, fedele alla sua patria più che forse al suo regime, rinunciò all’ onorificenza.
Morì in totale povertà a Peredelkino, nei dintorni moscoviti nel 1960.

Bibliografia essenziale

Il gemello tra le nuvole (1914, poesie)
Oltre le barriere (1917)
Mia sorella la vita (1922, poesie)
Temi e variazione (1923)
L’anno 1905 (1925/26, poemetto)
Il luogotenente Schmidt (1926/1927, poemetto)
Il dottor Živago (1957, romanzo);
traduzione di Pietro Zveteremich, Milano: Feltrinelli, 1958

© Valeria Francese

Autore: Valeria Francese

Valeria Francese nasce a Salerno nel 1979, ha conseguito nel 2003 la laurea in Filosofia con una tesi in Estetica sulla Poetica dello sguardo nella letteratura e nelle arti contemporanee. Nella sua città insegna filosofia negli istituti superiori. Partecipa da sempre a numerosi concorsi di narrativa, ha scritto sceneggiature per il teatro, una piccola meravigliosa esperienza cinematrografica. Nelle ultime esperienze artistiche, una collaborazione per una mostra di fotopoesia, dove la luce e il verso hanno trovato la loro, splendida ed epifanica, parola comune. Da allora, la poesia é diventata la sua Casa Madre. Qualche volta ottiene seri riconoscimenti, menzioni e leggere pubblicazioni, altre volte, come capita a tutti quelli che amano scrivere, un robusto silenzio, quanto mai evocativo di altro talento come quello della pazienza, dell'attesa e della costruzione invisibile. Correttrice di bozze e in procinto di terminare un master in editing e scrittura creativa, sta svolgendo il biennio di tirocinio per diventare giornalista pubblicista. Insomma se nella vita le fosse concesso, sarebbe Scrittura Solo.

2 pensieri riguardo “Borís Pasternàk (1890-1960) a cura di Valeria Francese”

  1. Mi fa molto piacere che una giovane collega si affermi (sono un ex prof. di storia e filosofia).

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