Proteggi Bambina

 

 

Foto di Antono Bulgari

Quanta erranza intorno
al mio disagio
Una magnifica pluralità di attese
con cui lo scambio per addomesticare un alieno
Sono una bambina intrappolata
appena spunta quella volta che sosto
dentro uno velo o un silenzio
Ha gli occhi come i miei
ma l’attimo che non mi somiglia per niente
È preda del mio transumare
di anno in tormento
E mi disagia quel suo accento di ospite
in casa mia
proverò a distrarla con il gioco delle maschere
Con la mia insolente vocazione all’accomodamento
e la mia abdicazione alla sua cura
Mi farò perdonare con lunghe passeggiate
mano nella mano
a raccogliere nebbia lei
Abissi, io.

 

Uomo medusa

 

Foto di Antonio Bulgari

Dove ti trovi
inginocchiato d’acqua
uomo e nudo
Medusa abbandonata
di fondale bombardato
Vorrei essere per te
il calore della cura
la lenta ripresa dei fiori assaliti
durante la tempesta
Alza lo sguardo che dinanzi
hai il mare
una piccola spiaggia dove restare
e se vuoi
la mia stanza
dove ancora mi nascondo
finché non arrivi tu
Riposa pure sulla mia schiena
mentre guardo fuori dalla finestra
e prego ogni dio che passi
che passi davvero
Il tuo dolore

Nostalghia

Prova a stare nel silenzio
Nello stupido silenzio
che non sente
Non capisce la gravità
del suono il senso del tempo
Abita con cura il niente da dire
sulla fine del mondo abbi cura
Riprendi il volo della carta
che si mischia alle foglie
E rastrellata dal vento s’inventa
tutto un gioco tra la nenia
e la malinconia
Per strada falle l’elemosina
le occorre un passaggio
di ricordi
Se si allontana, quella carta
tu non fermarla che lei vive
per quella superfice
e di tutto lo spazio incantato
dell’ infinita libertà
e del suo spettrale
Silenzio

 

Fotogramma dal film “Nostalghia”di A. Tarkovskj

Giardino Solo

Tu sai che sono stanca
nel piccolo lusso di fare giardino
mi ero spenta
persino la finestra non diceva più luce
fioca stava a ricucirsi di tende le ferite
cosi era il fuori
spifferi, canzoni infestate, alcuni lutti, i giochi
quelli con le caselle ed i numeri
dove vai avanti per il tiro di dadi e sei morto
con la fine delle vite
Nessuno ci scommette sul fatto che respiro
che se perdo resto ferma
che sento il mare, che se apro la scatola danzano bambine
Che abbia ancora la forza di essere lieve
radura scelta di una foresta scomposta
che senta l’abuso e la carezza
di una casa ammutinata
Cosi mentre mi sbianca il vuoto, ogni senso
metto in gioco e patteggio
la cara restituzione dell’essenza
in cambio della farsa
Indosso quello che ho, veli e cortecce di alberi
pettino foglie sulla testa e abbraccio
con le sponde di fianchi e di occhi
quello che mi canta é un uccello
con le ali ferme, perché tutto ció che é vivo
non si posa e non va
Cosi é passata la stagione delle cose
che mentono
io appassisco, io fiorisco
appena lenta, dove finisci tu comincio io

Foto di Simona Francese