Braille

 

 

 

Opera di Dina Elefante

C’è un’arte – si chiama Braille-
sono parole a occhi chiusi o punti
infilati in una collana
arcipelaghi e fiordi, isolate esistenze
una costellazione di stelline smunte
issate sul buio, caricate a gioia
Sono magiche: possono tacere
modi di dire le cose, magnificare
il sacro muto della luce.

Questa parola ad esempio.
Un infinito che non ha il coraggio
di continuare
a perdersi
uno stormo di lucciole rimaste accese
la stella cadente e cometa, precipita e orienta
un mucchio di giorni puntellati sul calendario
i segnaposti sulle mappe digitali
la bocca dentata di un fiore
il plancton a riverbero
il riverbero stesso di un ufo o di un terrestre
sentimentale
un sogno, il piccolo nubifragio di una nuvola
sì la pioggia sul vetro e il rovescio
di una trama che trema, l’ordito che sfila.

Questa parola
così alta e azzurra su un nero di mirto
somiglia a quella volta del mondo
migliore
a me stessa con gli anni in esubero
alla sorpresa
alla famiglia di ragni sotto la luna
a Dio
alle ossa, all’erba, ai neonati
ai laghi alle coste ai mercati
delle pulci e dei dinosauri
A noi a noi, agli spettri ricordi
e a quelli poi

Ma lo sanno gli occhi
quanto amore fanno
A chiuderli?

Foto alla parola “Amore” di Dina Elefante

Autore: Valeria Francese

Valeria Francese nasce a Salerno nel 1979, ha conseguito nel 2003 la laurea in Filosofia con una tesi in Estetica sulla Poetica dello sguardo nella letteratura e nelle arti contemporanee. Nella sua città insegna filosofia negli istituti superiori. Partecipa da sempre a numerosi concorsi di narrativa, ha scritto sceneggiature per il teatro, una piccola meravigliosa esperienza cinematrografica. Nelle ultime esperienze artistiche, una collaborazione per una mostra di fotopoesia, dove la luce e il verso hanno trovato la loro, splendida ed epifanica, parola comune. Da allora, la poesia é diventata la sua Casa Madre. Qualche volta ottiene seri riconoscimenti, menzioni e leggere pubblicazioni, altre volte, come capita a tutti quelli che amano scrivere, un robusto silenzio, quanto mai evocativo di altro talento come quello della pazienza, dell'attesa e della costruzione invisibile. Se nella vita le fosse concesso, sarebbe Scrittura Solo.

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