Santiago – Storie quotidiane dall’isola di Cuba

Santiago-Storie quotidiane dall’isola di Cuba

L'editoria indipendente ci piace. Piace il fatto che la parola pensata abbia il diritto di essere anche scritta, al netto degli autori conosciuti, delle case editrici affermate o di quelle neofite. I self published hanno una loro ragione di essere che non sgomita, non si affanna, non si incattivisce dietro logiche di mercato. È questione di sguardo puro, come quello che l'autore, Francesco Curcio, getta su una geografia del cuore: puntella su Cuba, la sua penna, con una disarmante spontaneità di chi non vuole raccontare una storia che sappia di molto altro, se non del sé tracciato su una cartografia a dimensione di narrazione. Luoghi, eventi, persone, colori e temperature: descrivere Santiago, seconda città dell'isola, ha un chiaro monito proustiano. Le cose emergono in un altorilievo alfabetico, come in un abbecedario fantastico, perché vissute dall'animo dell'autore che descrive una Cuba fuori dall'ordinario. Cosa trovare in questa specie di mappamondo locale, un bestiario, per dirla alla Cortazar, popolato da personaggi umili, pittoreschi, tragici di miseria gentile, ventilatori, panini e spezie, bambini poveri e felici , adulti cotti dalle temperature severe dell'isola? Ci si trova semplicemente la storia di un popolo che si è sottratto con la rivoluzione a un sistema di potere dualistico, e per il quale, pertanto, la ricerca dell'identità diviene un fatto estremamente collettivo: per fare la storia, i cubani se la devono prima raccontare mille volte, come in una nenia serale, con un canto alla luna immersa nell'afa. Curcio ha una penna gentile, non invadente, sorvola con grazie sulle contraddizioni di un paese che affronta la sua vocazione isolana con la coscienza, tavolta, di un figliol prodigo che mai tornera dal padre Capitalismo.  È un autore generoso che ci offre una narrazione amplia, mutiversa, rapida nell'affresco e per nulla ridondante. Uno stile fresco e quotidiano che ricorda tanto le correnti  dell'oceano: peregrino e sentimentale nel viaggio tra Polla -la sua casa natia- e Santiago - la citta del suo bestiario geografico, intimo e inclusivo.
Nota del recensore: Chi ama Cuba troverà in questo libro tutte le ragioni del suo amore.

 

Autore: Valeria Francese

Valeria Francese nasce a Salerno nel 1979, ha conseguito nel 2003 la laurea in Filosofia con una tesi in Estetica sulla Poetica dello sguardo nella letteratura e nelle arti contemporanee. Nella sua città insegna filosofia negli istituti superiori. Partecipa da sempre a numerosi concorsi di narrativa, ha scritto sceneggiature per il teatro, una piccola meravigliosa esperienza cinematrografica. Nelle ultime esperienze artistiche, una collaborazione per una mostra di fotopoesia, dove la luce e il verso hanno trovato la loro, splendida ed epifanica, parola comune. Da allora, la poesia é diventata la sua Casa Madre. Qualche volta ottiene seri riconoscimenti, menzioni e leggere pubblicazioni, altre volte, come capita a tutti quelli che amano scrivere, un robusto silenzio, quanto mai evocativo di altro talento come quello della pazienza, dell'attesa e della costruzione invisibile. Correttrice di bozze e in procinto di terminare un master in editing e scrittura creativa, sta svolgendo il biennio di tirocinio per diventare giornalista pubblicista. Insomma se nella vita le fosse concesso, sarebbe Scrittura Solo.

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