Improvvisare

Improvvisare è quell’atto che si deve sempre dinanzi alle imprevedibilità della tua storia, quando cadono le pareti come nella villa di Barbie e tu ci vedi dentro, i mobili, le suppellettili, gli abiti da galá di lei, i doposci di Ken messi accanto ai pattini a rotelle di Barbie e tutto ti sembra un meraviglioso quadro surreale, e affronti tutte quelle esposizioni con la sensibilità raffinata di un voyeur, non ti accosti nemmeno alla cucina e al pollo che troneggia sul tavolo, chiudi pure la porticina del bagno, per tutelare l’intimità della casa, pero poi, sei stanca, stanca che nulla di quell’ordine e di quel colore appartenga alla tua casa e allora per ribellione ti siedi sul divano, allunghi le gambe e non ti togli nemmeno le scarpe. 

Stare in casa di Barbie e Ken somiglia molto a questa vita sul pianerottolo. E’ fatta di esposizioni, surrealtà e tanta stanchezza. La loro unione è plastificata, come la loro casa. Il rischio di una qualunque espulsione non c’è, persino l’ascensore esterna dà sugli oceani, c’è qualunque stagione, e l’abito giusto per qualunque festa. Non esistono chiavi, si accede per semplice presenza, non é previsto l’invito, non si bussa neppure. Alla fine, Ken e Barbie restano insieme, solo perché sono liberi di andarsene quando vogliono, da un amore senza pareti.

Camminiamo insieme per la pace

Evento ignorato dai Media. Si cammina insieme per la pace. Sono le donne di Israele, ebree e musulmane. Sono madri. Si scambiano sogni di pace per i loro figli. Credo che nel giorno dell’ Immacolata, sia questo il messaggio. Le donne salveranno il mondo, perchè sono madri, e le madri non uccidono i figli. Li proteggono per sempre.

 

Van Gogh

I quadri di Van Gogh mi ispirano tutti la stessa celebrazione dell’ Assente: c’è sempre qualcuno che non si é seduto su quella sedia, chi ha aperto la finestra e poi non si é piu affacciato, chi non si é disteso sul letto, né per riposare né per morire, c’e chi non ha mai indossato quel cappello di paglia che ritorna come un dettaglio ossessivo in ogni scena. E poi ci sono i raggi di sole, tutti quelli che non hanno mai riscaldato nessuno. Ci sono i quadri che riscattano l’assenza con un autoritratto. C’è chi é passato, poi andato via, come se mai fosse stato.

La costituzione

Ai Soloni del nostalgico costituzionalismo dei Padri, vorrei dire che la costituzione é flessibile per una ragione storica e giuridica molto precisa, che pertanto si tocca in virtu del suo non essere mummificata nella teca di una verginale condizione di assunzione nei cieli, che toccarla é questione di intelligenza critica di chi sa leggere la realtà e non solo i trafiletti di coda di Vespa, che ha ragione Oddifreddi quando dice che i referendum di natura non abrogativa devono essere lasciati in mano all’intelligenza politica, perche se Renzi non è capace, di certo non lo sarebbe il portinaio Renzo, che, in ultimo la Costituzione non é Renzi ma neppure Calamandrei e men che meno siamo noi. La Costituzione é, direbbe Hegel, la nottola di Minerva, il pensiero che deve potersi unire alla realtà, solo alla fine della giornata e cioe della storia. E noi siamo veramente alla fine della storia, piu fuori della brexit e piu vanesi di Trump.

Le scale

Non è stato mai abbastanza ció che abbia potuto dire di me, restava sempre l’incompleto, una stanza retró con il dondolo dei miei reali tormenti, la finestra che dá sul mio vorrei un giorno, la penombra che é la tinta di un amore estinto, poi ci sono i giochi di quando ero piccola, non ne ricordo nessuno ma so son tutti lí, nella stanza retró, a dire di me tutto cio che non sarà mai abbastanza.

La strega

Gli anni si erano fatti duri e fuorvianti. Ogni intenzione e desiderio avevano preso la piega dei rimpianti, ogni scalino era diventato l’immensità di una paura, ogni giorno si era abituato a resistere all’indolenza;avevo un viso di bambola che in troppi hanno truccato da strega, e quando sono rimasta sola in pochi sono rimasti. La cosa bella é che se dovessi dire che sia orrendo, non potrei, sono diventata grande macinando ostacoli, sgranando rosai e ti prego, accarezzandomi la testa addolorata con la scusa di pettinarmi i capelli. Ho pure pensato alla morte, ma mi é sembrato banale dire fine invece che andiamo. Allora andiamo, vengo dove vuoi tu, tra una preghiera ed una ferocia, mi strucco il viso, non sono una strega, ho solo sofferto.