Anime Sospese

Il 10 Novembre 2017 in anteprima nazionale presso la Cittadella del Cinema di Giffoni Valle Piana (SA) sarà proiettata la pellicola realizzata dall’ Istituto Statale Alfano I tratto dal racconto della scrittrice Valeria Francese “Le Belle di Notte”

[..] Al contrario delle ossa, senti qua, le viscere vibrano.

Vanno partorite, ragazzo, scendere fin nel basso utero, scavando nelle rocce organiche, calandosi nel buio di una sacca amniotica senza placenta. Cercare i figli, quelli legittimi e gli illegittimi, comunque figli, estrarli dalle macerie e metterli al mondo, in un modo sospeso, i figli sono idee possibili da presentare a tutti i viaggiatori. Un po’come se fosse Natale per tutto l’anno. Non si butta nulla. Si partorisce ancora, per sempre. Napoli resta fertile, pure se le pugnali il ventre [..]

[…] No, Sirena non muore. Il suo corpo, come quello di un mammifero luccicante sotto le stelle, si è arenato sul litorale di Chiaia, portato in braccio da un mare commosso […]

 

 

Una donna di parola che scrive di una Donna della Parola

Presentazione del libro di Antonella Fimiani a Bologna il 2 Novembre- Libreria delle Donne

Antonella Fimiani ed Etty Hillesum  si conoscono in una stagione di rinascenza femminile, quando solo una donna di parola puó comprendere una donna  della parola.

Accade cosi, nei rapporti simpatetici del mondo, ci si annusa tra odori di reminiscenza originaria, si accarezzano i reciproci giardini segreti, quelli dalle nicchie inconfessate e le storie innaffiate tra lacrime e rugiada. Donne e parole che stringono sodalizi, come solo la pancia accogliente che é generatrice di eventi, sa compiere in una eccedenza di eternitá della specie :  figli e storie, abusati ed abortiti, rilanciati come nel gioco dei dadi, sono i prodotti di una generazione femminile destinata a perpetuarsi nel gioco dialettico delle testimonianze, quelle dei padri, degli orchi e degli orrori.

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Paura delle Altezze

E’ uscito il nuovo Ebook di Valeria Francese

L’antologia presenta tre racconti dell’autrice Valeria Francese.

Con una scrittura vicina alla drammaturgia, il ritmo dei racconti ci fa entrare nelle scene descritte e ci fa vedere i personaggi come se, sulla scena di un teatro, stiano parlando con noi.

Intensità emotiva, ironia, sarcasmo, sono gli elementi portanti di una scrittura che vuole essere anche denuncia di una condizione umana della donna che conduce la nostra società al degrado culturale.

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What Women Love – Autori Vari

Un e-book suggestivo ed intenso sulla tematica del femminicidio, a cura della formidabile Associazione Culturale Freedomina. A pag. 43, il mio Racconto Wormhole!

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What-Women-Love-Autori-Vari

“Vorrei dire alle ragazze che nessun legame ha permanenza irreversibile e che c’è sempre qualcosa di instabile in questo sistema di particelle, e il punto di rottura avviene quando lei, e tutto il suo amore, dicono un semplice no, a lui, che è l’antimateria, o anche ciò che si rivela essere alla fine, un semplice positrone anaffettivo. Pensateci, allora, prima di dire eternamente, pensate a quella reversibilità molleggiante che è l’esistenza dell’universo, per la quale siamo solo onde che fluttuano e disperdono energia e rinnovabili fintanto che lo desideriamo”da Wormhole, di Valeria Francese

La Casa del Sonno Adattamento teatrale del Romanzo di J.Coe

Un gruppo di studenti universitari  condivide esperienze e vissuti nella dimora del campus di Ashdown.

Ad unirli è la profonda incertezza di chi ricerca la propria identità, a separarli  è la nota della solitudine che galleggia, inossidabile, nelle loro iridi.

Ad Ashdown non si dorme mai, perché il sonno è malato, dionisiaco, eccitato ed eccitante, un sonno che rumoreggia mentre mescola i destini e febbrilmente ne impasta le forme.  Durante il sonno, tormentato, di ciascuno dei protagonisti, accadono cose che si confondono con la realtà.

La notte è il luogo di incubi, incroci misteriosi, fobie ed  ossessioni.

Il giorno, invece, costringe al riconoscimento, impone le confessioni, scopre gli equivoci, rivela verità. Ed a questa gioventù tocca il compito di scegliere se subire o deviare  il flusso incessante, disordinato e  caotico degli eventi che si susseguono sorretti da inspiegabili incidenze. A questa gioventù tocca il compito di scegliere se avere una vita diurna o notturna, di scegliere la propria identità sessuale, come  voce dell’interrogazione su se stessi. I personaggi, infatti,  aspirano a configurazioni della loro natura ma spesso, irriconoscibili persino a se stessi, si scoprono ogni volta strutture nuove in grado di rimodellare le relazioni intersoggettive.

Passano solo dodici anni, Ashdown muta la sua identità, da campus studentesco viene trasformata  in una clinica specializzata nella cura dei disturbi del sonno.

Ancora una volta, non solo nello spazio ma soprattutto  nel tempo,  le storie dei giovani si pongono  su di una trasversalità che permette la coesistenza di variabili interscambiabili.

Da adulti dovranno ancora scegliere e confrontare le scelte di ciascuno con quelle degli altri: decidere se risolvere o ripetere il dramma delle loro inquietudini giovanili.

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Prefazione al libro Ghigo e Gli Altri di Carlo Santulli

Affabulatoria, intensa, densa di forme e linee intrecciate, essa si caratterizza per la sua lucida e salda resa visiva degli oggetti e delle vicende, tratto che rievoca per suggestione la straordinaria sintassi narrativa dell’Ecole du Regard; similmente aperta e multiversa, la poetica di Carlo Santulli, svincolata dall’aggancio ad una trama univoca, si apre al senso ed al flusso ininterrotto della vita reale,  tanto da farsi tiranna nel catturare l’attenzione del lettore e generosa nel contempo nel restituirgli un retrogusto soffuso di evocazioni palpabili, al limite del carnale. E se anche le definizioni manualistiche lasciano il tempo che trovano, i racconti del libro possono essere colorati da un accento realistico, ma solo se per realista non intendiamo dire mimetico, referenziale, atto di corrispondenza univoca fra le parole e le cose: il realismo di Carlo Santulli è qualcosa di profondamente diverso dalla fiera selvaggia del significante catturata nella gabbia del significato.

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Della Stessa Sostanza Della Madre a Teatro

“Sono della stessa sostanza della madre. 
E' una sostanza tanto cara, non ha la voce maschile ma sa proteggere come un uomo, ha la forza di un dio che non è minore quando è amore.  A volte anche un dio può piangere o sentirsi solo. Per questo ci sono i figli, perché un dio, che sia padre o madre, non si senta mai solo. Aspetto di essere tuo figlio.”

 

La più bella delle mie occasioni ha avuto il nome di Antonella Valitutti.

 

“Io di Lui non ho la sua pazienza…”

 

Recensione  a cura di Romina Attianese

Lo Spazio dell’Amen, Theatre Musical Fest di Milano

“Quanto sia bello poi guardare in faccia la notte, la sua immagine che nessuno pensa possa essere così chiara, con tutte quelle luci sul viso, con la tenerezza di una donna immensa che si mostra nuda nel suo pudore. Quante cose poi la notte ti fa vedere, ti allarga gli occhi come l’animale che deve sopravvivere al buio, e quello che vedi è tutto il mondo quando depone le armi e si fa cullare da Dio.”

Lo Spazio dell’Amen di Valeria Francese, Regia Laura Lamonea

Dicono di noi

Dicono di noi…ancora…