What Women Love – Autori Vari

Un e-book suggestivo ed intenso sulla tematica del femminicidio, a cura della formidabile Associazione Culturale Freedomina. A pag. 43, il mio Racconto Wormhole!

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“Vorrei dire alle ragazze che nessun legame ha permanenza irreversibile e che c’è sempre qualcosa di instabile in questo sistema di particelle, e il punto di rottura avviene quando lei, e tutto il suo amore, dicono un semplice no, a lui, che è l’antimateria, o anche ciò che si rivela essere alla fine, un semplice positrone anaffettivo. Pensateci, allora, prima di dire eternamente, pensate a quella reversibilità molleggiante che è l’esistenza dell’universo, per la quale siamo solo onde che fluttuano e disperdono energia e rinnovabili fintanto che lo desideriamo”da Wormhole, di Valeria Francese

Be Happy!

Be Happy!

(In scena una figura sottile di nome Zoe, è accucciata su un tavolo di laboratorio. Sulle sue spalle è adagiata una coperta blu. Fra i capelli ha forcine con fiori)

Zoe: Ed un bel giorno, un giorno che somigliava a tanti altri, mentre fuori c’era il sole e dentro c’era il sorriso di Cara e mentre

io  stessa continuavo a essere felice, di quelle felicità piccole e spontanee che somigliano ai giorni muti dei fiori o delle stelle, un bel giorno io sono morta.

L’ho fatto in silenzio, per non spaventare Cara, che è delicata.

Ho cercato di morire come morirebbe un fiore, sfumando nel colore, come fossi solo scambiata per un lavaggio sbagliato e come morirebbe una stella, smarrendo la luce, come se fosse solo l’inizio di un giorno qualunque.

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Improvvisare

Improvvisare è quell’atto che si deve sempre dinanzi alle imprevedibilità della tua storia, quando cadono le pareti come nella villa di Barbie e tu ci vedi dentro, i mobili, le suppellettili, gli abiti da galá di lei, i doposci di Ken messi accanto ai pattini a rotelle di Barbie e tutto ti sembra un meraviglioso quadro surreale, e affronti tutte quelle esposizioni con la sensibilità raffinata di un voyeur, non ti accosti nemmeno alla cucina e al pollo che troneggia sul tavolo, chiudi pure la porticina del bagno, per tutelare l’intimità della casa, pero poi, sei stanca, stanca che nulla di quell’ordine e di quel colore appartenga alla tua casa e allora per ribellione ti siedi sul divano, allunghi le gambe e non ti togli nemmeno le scarpe. 

Stare in casa di Barbie e Ken somiglia molto a questa vita sul pianerottolo. E’ fatta di esposizioni, surrealtà e tanta stanchezza. La loro unione è plastificata, come la loro casa. Il rischio di una qualunque espulsione non c’è, persino l’ascensore esterna dà sugli oceani, c’è qualunque stagione, e l’abito giusto per qualunque festa. Non esistono chiavi, si accede per semplice presenza, non é previsto l’invito, non si bussa neppure. Alla fine, Ken e Barbie restano insieme, solo perché sono liberi di andarsene quando vogliono, da un amore senza pareti.