Prefazione al libro Ghigo e Gli Altri di Carlo Santulli

Affabulatoria, intensa, densa di forme e linee intrecciate, essa si caratterizza per la sua lucida e salda resa visiva degli oggetti e delle vicende, tratto che rievoca per suggestione la straordinaria sintassi narrativa dell’Ecole du Regard; similmente aperta e multiversa, la poetica di Carlo Santulli, svincolata dall’aggancio ad una trama univoca, si apre al senso ed al flusso ininterrotto della vita reale,  tanto da farsi tiranna nel catturare l’attenzione del lettore e generosa nel contempo nel restituirgli un retrogusto soffuso di evocazioni palpabili, al limite del carnale. E se anche le definizioni manualistiche lasciano il tempo che trovano, i racconti del libro possono essere colorati da un accento realistico, ma solo se per realista non intendiamo dire mimetico, referenziale, atto di corrispondenza univoca fra le parole e le cose: il realismo di Carlo Santulli è qualcosa di profondamente diverso dalla fiera selvaggia del significante catturata nella gabbia del significato.

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Lo stile filosofico del Buon Samaritano- L’Attenzione creatrice in Simone Weil.

La De-creazione e il luogo della traccia assente

Nell’Anno Santo della Misericordia indetto da Papa Francesco, il nostro annuale progetto dedicato all’incontro fra Fede e Ragione, è dedicato al “Cristianesimo critico” di una silenziosa teologa dell’“esclusione” e del “ritiro”, quale fu Simone Weil, filosofa e scrittrice francese, insegnante e operaia, mistica e attivista partigiana della prima metà del Novecento, che ha fatto del tema della Grazia il senso stesso di ogni Contemplazione, di ogni sua poesia mistica, di ogni suo aforisma filosofico e di ogni nostra destinazione salvifica.

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